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Sono tre ettari di vigna e due di oliveto a otto chilometri dal mare di Bibbona, sulla costa Tirrenica, nel cuore della Toscana piu’ Etrusca. La casa è circondata da una sottana di vigne assolutamente Bio, con vitigni come il Sangiovese, che la vicinanza al mare fa profumare di alloro, il Syrah che sfrutta sole e luce mediterranea per declinare di annata in annata le sue combinazioni varietali di spezie e frutta e infine il Ciliegiolo che da’ colore e forza al vino e che nella sua sobrieta’ generosa, solo apparentemente contraddice la dolcezza racchiusa nel suo nome.Gli impianti sono a cordone speronato, con densità di 6000 ceppi per ettaro, i terreni sono di arenaria gialla ricchi di conchiglie fossili, testimonianza di una antica origine marina.La mia piccola produzione di vino e di olio e’ realizzata nel rispetto delle caratteristiche del luogo con apporto tecnologico quanto basta e quella che io chiamo ‘scienza dell’annata’, il saper cioè’ adattare il proprio lavoro e quindi il risultato all’andamento della stagione con il suo alternare piogge e calure siccitose. Il tutto ben rappresentato dal cerchio del marchio:  io ci metto il Lavoro, il resto lo fa il Tempo.

 

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Fare vino è sempre stato il mio sogno. Ricordo che ero un bimbetto di 7/8 anni e vedevo con occhi pieni di ammirazione mio padre  scaricare dal portapacchi della sua auto le cassette di uva da “ sgualcire” per fare nel garage di un contadino divenuto cittadino il lambrusco per la famiglia e gli amici. Ancora oggi, a 92 anni mi aiuta orgogliosamente a raccogliere le olive e celebra la giornata infornando il pane con sapienza antica. Molti anni dopo quando ho comprato il podere la Mercareccia immaginavo giustamente che sarebbe stata l’occasione per ritornare contadini. L’ho fatto con gioia ed oggi vendemmia dopo vendemmia mi sento un vignaiolo perché mi piace potare, vendemmiare e vinificare. Faccio vini “ naturali”, con uve biologiche e lavorazioni semplici, che vivono l’alterna vicenda delle stagioni e intendono rivolgersi a chi non ama i vini omogeneizzati nel gusto, sempre uguali di vendemmia in vendemmia, quelli che io chiamo “i vini con codice a barre”.Fabrizio Zanfi